Daniela, dopo diversi anni passati a lavorare e crearsi una famiglia in Kenya, ha deciso di dare una svolta alla sua vita con in mente la cara, vecchia Europa. Così, insieme al marito e alla figlia, ha fatto le valigie ed è partita per l’Olanda. Come è andata a finire? Con una casa, un lavoro e tanti progetti in mente per il futuro.

La mia Africa

Non mi è mai piaciuto stare ferma. Non sono un’iperattiva,sono solo una viaggiatrice! E come potrei non esserlo con un padre capitano di navi?! E così, cresciuta tra un viaggio e l’altro, dopo un anno di servizio civile e un’esperienza di volontariato in India non potevo restare in Italia. Troppo stretta per me.

Approdata in Kenya nel 2008 ho svolto vari lavori specializzandomi nell’assistenza e nella vendita di escursioni e safari, finché nel 2011, con l’Africa nel cuore, un marito e una bimba, abbiamo lasciato il Kenya per cercare una vita nella moderna Europa.

Purtroppo l’Italia, seppur accogliendoci a braccia aperte, non ha lasciato molte speranze di lavoro e, dopo qualche mese e tante giornate di ricerche sul web, abbiamo deciso di buttarci (senza paracadute) in Olanda.

Dalla Savana alla città

Armati di coraggio, buona volontà e tanta, ma tanta, speranza, a metà Giugno siamo partiti con due valigie e un biglietto di sola andata verso la terra dei mulini e dei tulipani. Abbiamo scelto Leiden come base di partenza, per la sua posizione strategica a metà strada tra importanti centri come Amsterdam, Utrecht, Rotterdam e The Hague.

Ci avrebbero aspettato montagne di burocrazia, siti internet e password. Qui non si fanno code negli uffici: tutto, o quasi, si risolve online o al telefono. Nel frattempo era necessario che io trovassi subito un impiego, per sopravvivere e per permettere a mio marito di registrarsi anche lui e lavorare (non essendo comunitario, sebbene sposati, ci sono procedure diverse per ottenere il permesso di soggiorno olandese).

Detto fatto…la fortuna aiuta gli audaci e in breve riesco ad avere un contratto con una grande agenzia di viaggi business a The Hague. È fatta, primo step superato.

Case e traslochi

Quante case ho cambiato negli ultimi 4 anni? Tante. E non è ancora finita… Anche se siamo partiti solo con due valigie, è quasi incredibile quante cose si riescano ad accumulare in poco più di un mese! E così fu che a fine Luglio iniziò il nostro primo trasloco olandese. Una parte dell’armamentario lo abbiamo trasferito con un taxi e non ci siamo fatti mancare neanche una quindicina di kilometri con bici cariche come profughi.

Questo è stato il nostro arrivo a The Hague, austera e multietnica. Ma trovare una casa decente con un budget limitato è davvero una grande impresa. Noi, non contenti, abbiamo dovuto lasciare il nostro primo alloggio per trasferirci poche vie più in la dopo appena un mese, traslocando a piedi sotto la pioggia battente e impertinente del nord. Ora ci troviamo in una graziosa e minuscola casetta che personalmente adoro!

Guardando al futuro

Non faccio mai progetti troppo a lungo termine. Guardo indietro la mia vita e penso che un anno fa, a bordo piscina sotto il caldo sole africano non avrei mai immaginato di ritrovarmi chiusa in un ufficio sotto il cielo grigio del nord.

Eppure sono felice. Ho una famiglia che adoro: nostra figlia in soli due anni è cresciuta già in tre Paesi e sta imparando diverse lingue, mentre noi abbiamo avuto la forza e il coraggio di non accettare la situazione e cercare qualcosa di meglio.

Sarà stata la scelta giusta? Non lo so. Ma per ora so che va bene e sono felice (e anche un po’ orgogliosa!) di avercela fatta. Per la prima volta mi trovo a guardare al futuro e pensarlo. Ci fermeremo qui? Forse. Forse per qualche anno, o per sempre. Non lo sappiamo ancora ma siamo sicuri che nella vita vale la pena tentare.

Segui le “avventure” di Daniela sul suo blog: malaikatravel.wordpress.com.