www.oggiespatrio.it lavorare-in-cinaSul mio blog Sapore di Cina ricevo spesso e-mail del tipo: “Hey Furio, lo so che non sei un ufficio di collocamento ma mi vorrei trasferire in Cina. Mi sapresti dire come fare?” Alcune persone sono più specifiche, altre invece chiudono l’email così. Oggi darò qualche consiglio su come trasferirti e lavorare o studiare in Cina.

La prima cosa che consiglio è quella di creare un curriculum in inglese. Non preoccuparti se sei fresco di università (o se non l’hai mai fatta) e non hai molta esperienza. Scrivi cosa sai fare, che lingue parli e che programmi informatici sai utilizzare.

Nel corso di quest’articolo illustrerò il tipo di visto necessario per lavorare o studiare in Cina ed esplorerò i modi più comuni per trovare lavoro nella “Terra di Mezzo”.

Che visto ti serve per lavorare in Cina?

L’unico modo per lavorare in Cina legalmente è quello di essere in possesso di un visto Z (visto di lavoro) che va tramutato in permesso di soggiorno entro quindici giorni dall’arrivo in Cina.

Per ottenere un visto Z occorre passare gli esami medici ed essere in possesso di un certificato di esperto straniero (Foreign Expert Certificate) rilasciato dal governo locale. Tale certificato può fornirtelo solo l’impresa per cui dovresti lavorare.

A causa della burocrazia al limite dell’impenetrabile, ottenere un visto Z è spesso un problema. Molte piccole e medie imprese cinesi tentano quindi di convincere gli stranieri ad arrivare in Cina con un visto L (turistico) o F (business).

Ti diranno che non c’è da preoccuparsi, che puoi sempre trasformare il tuo visto L in un permesso di soggiorno con un semplice viaggio ad Hong Kong e altre amenità di questo tipo.

Se decidi di buttarti (lo fanno ancora in tanti), tieni presente che finché non otterrai un regolare permesso di soggiorno starai lavorando in nero e che, nel caso venissi scoperto (i controlli sono sempre più severi), sarai passibile di espulsione a calci in culo (dopo aver pagato una multa che ammonta a qualche migliaia di euro).

Ripeto, per andare sul sicuro devi farti rilasciare un visto Z al consolato cinese di Roma o Milano e trasformarlo in permesso di soggiorno una volta atterrato in Cina.

Se invece hai intenzione di studiare in Cina ti serve un visto X che ti verrà fornito da qualsiasi università e persino da molte scuole private (in questo caso assicurati in anticipo che la scuola privata sia in grado di aiutarti perché non tutte lo fanno).

Affidarsi a un’agenzia

A prima vista sembra il metodo più veloce ed efficace per trovare lavoro in Cina: tu paghi e loro ti trovano un lavoro.

Il problema è che il “business” di molte agenzie è quello di spillare qualche centinaia di Euro ai malcapitati che sognano di lavorare in Cina.

Da poco mi ha scritto una ragazza spiegandomi che un’agenzia le aveva offerto un contratto di tre mesi (rinnovabile) come ingegnere edile. Le chiedevano però un contributo economico preliminare per il colloquio. Il fatto che il contratto fosse di tre mesi è sospetto perché “tre mesi” è esattamente la durata di un visto turistico. Quindi possiamo ipotizzare che l’impresa in questione non avesse nessuna intenzione di rilasciare un visto di lavoro.

L’altro fatto inquietante è che l’agenzia chieda dei soldi per un semplice colloquio.

Non essendo un esperto, la prima cosa che ho fatto è stata quella di postare il problema sul gruppo Linkedin “Italiani in Cina,” che al momento conta circa 1200 compatrioti che hanno vissuto almeno sei mesi in Cina ed è abbastanza attivo (se anche tu hai vissuto o abiti ancora in Cina ti consiglio di iscriverti).

Le risposte sono state abbastanza unanimi (grazie ragazzi!):

  • La prima cosa da fare è quella di contattare l’Ambasciata Italiana di Pechino, il Consolato Italiano di Shanghai o l’ICE (Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane) per capire se l’agenzia in questione fa parte dei soliti noti, cioè di quel gruppo di “agenzie” già segnalate per aver perpetuato truffe ai danni di aspiranti emigranti.
  • Se si vuole andare oltre, si può chiedere all’agenzia il nome in cinese e il numero di licenza dell’impresa che dovrebbe assumerti e scrivere all’ICE per verificare se tale impresa sia affidabile e se abbia dato mandato all’agenzia per l’assunzione (se ho capito bene questo servizio è a pagamento).

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Mi chiamo Furio, sono uno scrittore freelancer e gestisco i siti web Sapore di Cina e Non Voglio Lavorare. Puoi leggere la mia storia nel post Chi ha paura di emigrare? L’espatrio di Ivan in Francia (e poi in Cina).

Mi rendo conto di averti appena bombardato con una marea di informazioni. Se hai intenzione di trasferirti in Cina ma, dopo aver letto l’articolo, sei ancora attanagliato dai dubbi, contattami tramite i miei siti o lascia un commento qui sotto.

加油!

About Furio Fu

Mi chiamo Furio, sono uno scrittore freelancer e sono il fondatore del blog Sapore di Cina, dedicato ha chi vuole trasferirsi o anche solo viaggiare in Cina, e del sito Non Voglio Lavorare, un website adatto a chi, come me, è in cerca di un nuovo stile di vita.