Paolo ha deciso di partire per l’Australia e di cercare la sua strada dall’altra parte del globo, lasciando famiglia e amici di sempre in Italia. Ecco come ha iniziato la sua avventura australiana, come ha ottenuto il visto e quali sono i suoi propositi una volta arrivato a Sydney.

A 29 anni da poco compiuti riapro un cassetto che ho tenuto chiuso per almeno 10 anni. Ho trovato il coraggio di pensare a questa esperienza e mi sto preparando a farla con visto (Working Holiday Visa) e biglietto aereo in mano, datato 10 Gennaio 2013 sola andata: dovrebbe spaventarmi ma non è cosi!

Penso che per molti Italiani “bamboccioni” come me non sia affatto facile pensare di fare una scelta del genere. Si è abituati a stare in famiglia, con i genitori che ti proteggono amorevolmente e che non vorrebbero tu mancassi di casa neanche per un’ora. Non lo fanno per egoismo o cattiveria, è solo la nostra cultura. E’ questo il motivo principale per cui a 18 anni non ho avuto il coraggio di partire, ma sentivo già il desiderio.

Adesso ho acquisito esperienza, sicurezza nei miei mezzi ed allo stesso tempo non ho perso la voglia di conoscere e di crescere come persona. Non ho legami sentimentali ma lascio a casa familiari e grandi amici su cui so che potrò sempre contare. Sono diplomato in Lingue e ho una laurea triennale in Agraria mai sfruttata per la scarsissima offerta di lavoro.

Da 5 anni lavoro per Vodafone e vendo servizi alle aziende come libero professionista. Le cose non mi girano affatto male ed il lavoro è pulito e piuttosto gratificante. Il problema è che non ci vedo crescita e questo mi è bastato per decidere di tentare l’avventura. Ho fatto il visto sul sito dell’immigrazione Australiana il giorno 31/10 con esito positivo ricevuto il 2/11. E’ piuttosto semplice ed immediato, poi ho comprato il volo tramite “Lastminute”, quello più economico non oltre il mese di Gennaio.

Per ora ho fatto solo quello che serve per mettermi l’animo in pace. D’ora in avanti oltre ad occuparmi della burocrazia Italiana penserò all’Australia. Sono un tipo molto duttile e non mi spaventa lavorare come cameriere o nelle Farm, anche perchè sono tutte cose che ho già fatto. Non mi sono posto il problema del lavoro, so che una volta a Sidney potrò giocarmi le mie carte e avvalermi del mio istinto.

Nessuno ti potrebbe mai promettere un posto di lavoro quando sei ancora dall’altra parte del mondo… Molti vorrebbero questo ma nemmeno l’Australia è in grado di dartelo. L’unico sistema è partire, tentare, sbagliare e lottare. Alla fine troverò la mia dimensione quasi inconsapevolmente, un pò come è successo in Italia, perchè in fin dei conti “tutto il mondo è paese“.

Un abbraccio e un “in bocca al lupo a tutti”,
Paolo