www.oggiespatrio.it EVS volunteers abroadLucia ha fatto lo SVE in Danimarca, in una scuola internazionale con giovani provenienti da diversi Paesi del mondo, e questa esperienza le ha cambiato decisamente la vita. Ecco i suoi consigli a chi ha voglia di fare lo SVE ma ha ancora qualche dubbio o perplessità.

Ciao a tutti. Inizio con il presentarmi: io sono Lucia, nel 2010 grazie allo SVE sono “approdata” in Danimarca, dove non ero mai stata prima di allora, e molte delle mie esperienze post-espatrio sono narrate nel blog Danimarca per tutti, dove do anche consigli ai futuri expat che sognano di trasferirsi in Danimarca.

Se state pensando seriamente di fare domanda per uno SVE, ecco qualche dritta. Allora, il primo consiglio che vi do è di fare lo SVE: è un’esperienza incredibile e un buon trampolino di lancio per un espatrio “con il paracadute”.

Per me è stata un’esperienza che, nonostante alcuni lati negativi del mio progetto, mi è servita sotto molti punti di vista. Ho lavorato in un ambiente multiculturale, stra-migliorato il mio Inglese, ho viaggiato su e giu per la Danimarca gratis, ho conosciuto tante persone nuove e speciali.

Le cose che mi sento di consigliarvi di valutare bene, per andare sul sicuro, sono:

1. il luogo dove andrete a lavorare (che non si trovi in posti isolati o che non sia in quartieri degradati o pericolisi);

2. che ci siano altri volontari SVE (o comunque persone della vostra età) con le quali condividere lavoro, tempo e divertimento;

3. che le vostre mansioni siano ben definite e che vi servano come formazione professionale, non solo personale (da me le cose sotto questo punto di vista erano un po’ confuse, non ho mai avuto una mansione ben precisa ma molte mansioni diverse. A volte può essere un po’ caotico se è così.)

4. che il vostro ruolo nel progetto non sia di tipo “schiavistico”. In genere non lo è, ma è bene conoscere i propri diritti di volontario SVE.

Diciamo che questi 4 punti sono quelli che io ed altri volontari che erano in Danimarca con me (anche in progetti molto diversi dal mio) abbiamo trovato un po’ “problematici”. Tutto il resto è tendenzialmente privo di problemi, anche perchè essendo un progetto finanziato dalla UE il controllo ed il rispetto delle regole sono elevati.

Passiamo alla burocrazia. Avete già trovato una sending organization? Avere una sending organization è obbligatorio, perchè loro faranno da tramite tra voi ed il progetto, occupandosi degli aspetti burocratici.

Il secondo passo è scegliere un progetto. Una volta mandato il Curriculum Vitae e la lettera motivazionale dovrete solo attenedre di essere scelti. Se non vi scelgono al primo colpo non preoccupatevi, è normale perchè la “concorrenza” è spietata. I progetti SVE sono numerosi e si rinnovano ogni anno, quindi potrete certamente trovare altri progetti tramite l’organizzazione o tramite il database europeo.

Per quanto riguarda i soldi, aspetto fondamentale per i giovani expat squattrinati, dipende da progetto a progetto. Io ho avuto circa 200 euro al mese con vitto, alloggio, corso di lingua e viaggi/attività culturali gratis. Però dipende dal progetto, quindi non prendete queste informazioni come valide universalmente.

In alcuni casi il progetto paga anche le spese di trasporto casa-lavoro e viceversa; in altri casi l’alloggio potrebbe essere in famiglia. Comunque non si tratta di cifre astronomiche, ma dell’indispensabile per vivere: credo attorno ai 200 euro con, in aggiunta, i soldi per il cibo se non forniscono loro da mangiare sul posto di lavoro.

Altre cose pratiche, utili da sapere:

  • avrete un tot. di ore settimanali con i week-end liberi e un paio di giorni di ferie aggiuntivi ogni mese, che alla fine io ho cumulato per tornare a casa durante le vacanze. Ma anche questo dipende dal progetto. Comunque gli SVE sono tutelati sotto questo punti di vista e le ferie sono a norma di legge.
  • dovrete partecipare periodicamente a dei meeting con tutti gli altri volontari del Paese ospitante: in questo caso avrete dei giorni liberi aggiuntivi. Si tratta di training preparatori per tutti gli SVE. Spesso durano più di 2 giorni e, come minimo, avrete un “on-arrival meeting”, un “midterm meeting” e uno prima di andare via.

Non mi viene in mente nient’altro. Se avete domande lasciate un commento o seguitemi sul mio blog Danimarca per tutti.

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About Lucia D'Addezio

Sono un’appassionata viaggiatrice, una fotografa per passione ed una scrittrice compulsiva. Le cose che non mancano mai nella mia borsa sono: un fornito Beauty Case, la mia fedele macchina fotografica, carta e penna. Puoi trovarmi su www.danimarcadavedere.it