espatrio filippine imprenditore diventare lavoro comprare un resort cambiare vita trasferirsi famigliaPaolo, italiano DOC, con moglie e figli ha deciso di trasferirsi nelle Filippine. Qui ha trovato il successo da imprenditore, riuscendo a provvedere per la sua famiglia e per la comunità che lo aveva accolto.

Quando annunciavo il mio trasferimento nelle Filippine con la famiglia mi davano del matto. Ma ero carico e cosciente del passo. Ecco come è andato il mio espatrio e come è cambiata la mia vita in Asia.

Conoscevo il Paese asiatico da 15 anni di viaggi e permanenze. Mia moglie Juliet, all’inizio contraria al cambiamento, si era definitivamente convinta.

Potevamo contare su alcune proprietà acquistate negli anni precedenti e su un pugno di Euro risparmiati. A parte il vendere le nostre proprietà filippine, un altro programma non lo avevamo in mente.

I nostri 3 figli erano con noi. Lasciavamo un Paese, l’Italia, che non ci riservava alcun futuro per un Paese in cui il futuro avremmo dovuto crearcelo, inventarcelo.

Non ero nuovo ai cambiamenti radicali, avevo vissuto con mia moglie prima di sposarci, in un villaggio di montagna in Trentino in cui l’Inverno eravamo un totale di 4 abitanti.

In seguito ci eravamo spostati in città ma mai avrei pensato allora di andare a vivere anche in una metropoli di 15 milioni di abitanti come Manila. Nel campo del lavoro ugualmente avevo superato situazioni complicate.

Espatriare nelle Filippine dopo aver “fallito” in Italia

Avevo 25 anni quando a seguito del fallimento della ditta paterna presso cui lavoravo mi trovai a spasso, con moglie e figlia a carico e affitto da pagare. Potevo trovare subito un posto da dipendente (avevo un mestiere ricercato nell’artigianato) ma scelsi come sempre la strada più difficile e mi misi in proprio, aprendo ditta nello stesso settore da cui provenivo.

Per due anni pagai sull’unghia tutto il materiale che serviva al mio lavoro, unico modo in una piccola città del nord Italia per riprendersi da un fallimento che non era personale ma che per certi versi mi aveva contagiato. Una forma di quarantena imprenditoriale da superare.

L’attività andò sempre meglio fino a che non decisi che era ora di cambiare Paese, così dopo 9 anni di grandi soddisfazioni, ma anche di enormi fatiche e dedizione praticamente totale, chiusi la mia ditta ed andai a fare il dipendente per qualche tempo. Presi la prima busta paga della mia vita a 35 anni. Doveva essere solo per il breve periodo pre-partenza, invece i tempi si dilatarono fino a diventare 3 lunghi anni di lavoro da operaio.

Il seme per una nuova vita all’estero era già in me fin dai miei viaggi in 4 continenti consumati a cavallo degli anni ’80 e ’90.

Lasciare l’Italia e espatriare nelle Filippine? Perché no!

Nel 2001 cominciai ad intravedere le prime ombre sul futuro italiano e parallelamente nuove opportunità ed un generale miglioramento della qualità della vita nelle oltre 7000 isole Filippine.

Era sufficiente, era il momento. Alla fine di quell’anno ne parlai a Juliet, trovai le giuste motivazioni per convincerla e iniziammo ad organizzarci. Vari problemi, inutili paure, e la nascita del terzo figlio ci rallentarono. Partimmo finalmente solo nel 2005 con la speranza di non tornare sui nostri passi.

L’inizio non fu per nulla facile. I nostri figli più grandi persero un anno di scuola, che furono in grado di recuperare poi. Per un anno vivemmo in uno stato di fiducia altalenante tra la felicita’ di essere in questo nuovo Paese ed il dubbio di non riuscire a rimanerci.

Il primo cambiamento era alle porte. Lasciammo Manila per visitare un isola nella verde provincia filippina e ci innamorammo dei luoghi e di un resort in vendita affacciato sul mare. In attesa per noi di tempi migliori, decidemmo di proporlo ad amici in Italia.

Dall’interesse che si creo’ attorno a questa proposta nacque nell’estate del 2007 il nostro sito internet in cui oltre a presentare questa nazione tropicale, proponevamo i nostri terreni e le attività per chi intendeva trasferirsi qui. Cominciammo così a creare le basi solide su cui poggia oggi la nostra vita.

Ci trasferimmo su un isola, in un area rurale, con alle spalle le risaie e la giungla e davanti la spiaggia e l’oceano, mantenendo sempre la casa nella capitale.

Il successo da imprenditore nelle Filippine

I 15 anni precedenti al trasferimento, in cui durante le brevi permanenze nelle Filippine avevamo acquisito esperienze dirette con i nostri terreni, controllando i documenti delle nostre proprietà, risolvendo legalmente varie problematiche incontrate e mettendo in regola i nostri visti agli uffici immigrazione, ci erano improvvisamente utili per altri e diventavano il nostro lavoro.

La nostra condizione cambio’ rapidamente. Iniziammo a vendere proprietà fronte mare e piccole isole, poi cominciammo ad acquistarle noi direttamente e a edificarle. Nel 2009 aprimmo infatti la nostra piccola impresa edile, iniziando a costruire prima case e ville sulla spiaggia, poi piccoli resort per i nostri clienti, in una escalation non voluta, capitata.

A fine 2012 e’ nata l’ennesima nostra “creatura”, il nostro resort di famiglia, in una zona turistica nel nord dell’isola di Palawan.

Fin dall’inizio il nostro desiderio e la spinta ad emigrare furono generati dal voler essere padroni del nostro tempo, di voler vivere davanti al mare tropicale rallentando i ritmi, ridurre i nostri bisogni materiali, crescere assieme ai nostri figli a contatto con la natura. Non eravamo venuti qui per far soldi, piuttosto per essere felici e liberi.

Ma proprio quando abbiamo cominciato a disinnamorarci del tipo di vita che la ricerca e la necessita’ di denaro induce in Occidente e ci siamo trasferiti, il denaro stesso ha cominciato inaspettatamente ad arrivare.

Ogni affare andato in porto ci induceva a donare una parte degli utili a chi aveva bisogno. Medicinali ai villaggi più remoti, attrezzature per le scuole e tanto altro. In alcuni casi sono stati impegni importanti e duraturi nel tempo, come l’accollarci delle spese universitarie per 3 ragazze fino alla laurea. Si e’ sempre trattato per noi in un certo senso di un dovere morale da compiere.

Reinventarsi nelle Filippine? Io ce l’ho fatta!

Il fatto di esser sempre stato un piccolo imprenditore in Italia mi ha aiutato molto a livello psicologico e pratico a reinventarmi. Mi ha aiutato anche a saper fare le scelte giuste (condite immancabilmente da una buona dose di istinto) e a trovare sempre il coraggio di giocarmi tutto in un progetto, e poi in un altro progetto ancora.

Sono stato ripagato per l’aver sempre scelto nella vita la strada più difficile alla scorciatoia, per l’aver seguito l’istinto e la passione, per aver mantenuto uno spirito di sana autocritica, per la mia capacita’ di analisi che in generale mi ha cavato sempre dai guai.

Quello che molti mettono davanti come una giustificazione, cioè il non poter emigrare per la presenza dei figli, per me e mia moglie e’ stata la molla. I nostri ragazzi parlano e scrivono dalle 3 alle 5 lingue perfettamente, sono cittadini del mondo ed il trasferirsi all’estero li ha arricchiti notevolmente. Hanno maggiori possibilità di quante ne avrebbero se fossero rimasti in Italia. Oggi abitano in un luogo più sano, tra persone più serene, hanno contatti con persone provenienti da ogni parte del mondo e vivono al meglio la loro eta’.

In Italia oggi la nostra famiglia sarebbe probabilmente sotto i ponti o quasi. Per fortuna non abbiamo avuto paura ad andare controcorrente, a seguire il nostro istinto e non il pensiero della massa.

Un’ultima cosa va detta pero’, non va bene a tutti. Se le doti per farcela ci sono arriveranno anche i risultati, se non ci sono non accadrà nulla di buono. Proprio per evitare fallimenti, ci occupiamo ancora oggi di chi cerca un traghettamento sicuro e garantito, verso una nuova vita ed una nuova attività in questo splendido paese tropicale tra l’Asia ed il Pacifico.

Questa e’ la nostra esperienza di emigrazione. Avevamo delle buone carte da giocare ma non avevamo margini di errore ed alcune caratteristiche non erano per nulla positive (poco contante, tre figli, scelta di un paese non occidentale); e’ andata bene. Molto bene.

Oggi il nostro figlio più piccolo va ancora a scuola mentre i due più grandi (23 e 16 anni) dirigono da soli il nostro resort ed i 10 dipendenti che vi lavorano. Io e Juliet aiutiamo quanti ci contattano per trasferirsi in questo Paese, seguiamo le proprietà in vendita, controlliamo i lavori di costruzione ed il personale, tutto come doveva essere all’inizio … quindi con molto tempo libero a nostra disposizione.

Vorrei chiudere con queste poche righe del grande Steve Jobs perché auguro a tutti voi che avete letto con pazienza questa mia esperienza di vita di sapervi riconoscere un giorno in queste parole, così come e’ successo a me :

Il vostro tempo è limitato, perciò non sprecatelo vivendo la vita di qualcun’altro. Non rimanete intrappolati nei dogmi, che vi porteranno a vivere secondo il pensiero di altre persone. Non lasciate che il rumore delle opinioni altrui zittisca la vostra voce interiore. E, ancora più importante, abbiate il coraggio di seguire il vostro cuore e la vostra intuizione: loro vi guideranno in qualche modo nel conoscere cosa veramente vorrete diventare. Tutto il resto è secondario.

Un saluto, Paolo & Juliet Mos
www.spiaggefilippine.com