www.oggiespatrio.it job interviewVuoi affrontare con successo un colloquio di lavoro in Germania? Ecco le 10 domande più frequenti e i consigli per rispondere in maniera impeccabile.

Quando si cerca un lavoro all’estero come in Italia è importante affrontare il colloquio con naturalezza, sangue freddo e un po’ di furbizia. In questo modo riuscirai a fare una buona impressione ai selezionatori e ad essere scelto per la posizione desiderata.

Non serve mentire né presentarsi in maniera diversa da chi si è. Se devi affrontare un colloquio di lavoro in Germania segui questi consigli e ne uscirai vincitore.

Prima domanda: “Racconti qualcosa su di Lei”

L’azienda o l’intervistatore si aspetta da te un racconto strutturato della tua carriera. Questo dovrebbe essere preparato con molta cura prima del colloquio.

Inizia con la formazione professionale, descrivi le tue qualifiche, le lingue che parli (soprattutto se si tratta di Inglese o Tedesco), le materie principali del tuo corso di studi. Poi menziona brevemente le posizioni professionali assunte in passato, facendo qualche esempio sulle mansioni svolte e proponendo un profilo sintetico di tutte le tue competenze.

Cerca di non divagare troppo: calcola un massimo di 6-8 minuti per questo punto.

Seconda domanda: “Riassuma il suo Curriculum Vitae”

Molti colloqui di lavoro iniziano con una domanda del genere. La tua controparte ti offre così la possibilità di attenuare il nervosismo e di parlare un po’ a ruota libera. Non parlare a vanvera e cerca di enumerare tutti i punti essenziali del tuo percorso formativo e professionale in maniera logica, ma non troppo meccanica.

Altrettanto importante: non mettere troppa enfasi sulle date esatte. Si tratta di una colloquio e non di un esame orale. E non dilungarti troppo su passaggi non importanti della tua vita (ad esempio “il servizio civile prestato nel comune di nascita a favore degli anziani…”). Concentrati sull’essenziale.

Terza domanda: “Quali sono i suoi punti di forza?”

Quando si affronta questa domanda occorre trovare un delicato equilibrio tra la fiducia in sé stessi e la capacità di auto-critica.

Fai all´inizio un elenco di tutti gli aspetti positivi del tuo carattere. Cerca, poi, di estrapolare da questa lista i tre punti di forza che ritieni essere più importanti per affrontare le mansioni del lavoro a cui aspiri. Tuttavia tieni in mente un altro paio di queste, nel caso si presenti, durante la conversazione, l’occasione di proporre altri aspetti positivi della tua personalità.

Cerca di giustificare i punti di forza di cui sopra. Fornisci esempi specifici o prove tangibili, che dimostrino il tuo successo come parte del tuo lavoro precedente.

Quarta domanda: “Quali sono i suoi punti deboli?”

Chi da una risposta totalmente onesta a questa domanda è già praticamente perso. Si tratta fondamentalmente di rispondere a una domanda “trabocchetto” in maniera convincente. Pertanto è necessario prepararsi per questa domanda molto bene.

Si può, per esempio, far riferimento a “debolezze” che sono tipicamente umane. Per esempio, che si é a volte impazienti, quando le cose vanno male o non come dovrebbero andare. Da ricordare tuttavia, che in nessun caso si devono ammettere debolezze che potrebbero ostacolare il tuo lavoro futuro: mancanza di puntualità, poca serietà, svogliatezza, indolenza, etc.

Piuttosto si dovrebbe riflettere se non ci siano anche “punti deboli” dietro i quali, in realtà, si celano punti di forza, che possono essere di beneficio per il lavoro a cui si aspira (per esempio, il perfezionismo – ma questo è purtroppo menzionato abbastanza spesso e quindi alla fine non percepito come autentico).

Quinta domanda: “Perché vuole lasciare la sua attuale società/cambiare lavoro?”

Con questa domanda, il tuo futuro datore di lavoro o il reclutatore cerca di scoprire se sei un dipendente che lascia il lavoro non appena che insorgono delle difficoltà.

Anche le difficoltà con i superiori e colleghi possono essere motivo di licenziamento. Se questo è stato il vero motivo per cui ti ritrovi a cercare lavoro altrove, allora è meglio non parlarne. Ci si potrebbe aspettare lo stesso con te in una posizione futura.

Specifica un valido motivo che non dia ragione di sospettare che sia difficile trattare con te come persona, o che tu sia cercando solo più soldi e prestigio.

Sesta domanda: “Perché é la persona giusta per il lavoro offerto?”

Questa domanda appartiene al repertorio standard di domande. Di conseguenza, si dovrebbe essere ben preparati.

Fai capire di sapere esattamente che cosa è richiesto in quel particolare lavoro. Tuttavia, è ovvio che non si deve elencare tutto quello che viene richiesto nell’annuncio di lavoro, sottolineando che si applica alla perfezione a te.

Identifica possibilmente tre punti che possono essere fondamentali per il tuo interlocutore.

I punti di riferimento della tua risposta dovrebbero essere: “Posso fare ciò che è necessario per questa posizione”; “Mi interessano gli incarichi di questo lavoro, che corrispondono ai miei obiettivi di carriera”; “Penso di essere adatto all’azienda”.

Settima domanda: “Come vede il suo futuro fra 5, 10, 15 anni?”

Dovresti mostrare al tuo interlocutore di avere una chiara idea di come la tua vita dovrebbe o potrebbe essere (definisci pure in maniera concreta posizioni luoghi o opportunità, come un soggiorno all’estero).

Fai al tempo stesso capire anche che sei sufficientemente flessibile da adattarti a nuove situazioni e sviluppi professionali.

Ottava domanda: “Che cosa sa sulla nostra azienda?”

Come accennato in precedenza, si dovrebbe già conoscere molto sull’azienda in questione ed aver raccolto anticipatamente tutte le informazioni sulle mansioni e le attività di cui questa si occupa.

Riferisciti brevemente all’azienda in questione, ai servizi/prodotti, alla filosofia aziendale, ai risultati e agli sviluppi attuali (anche i problemi della società al momento) e cerca di essere preparato su domande specifiche.

Nona domanda: “Perché si é candidato per la nostra azienda?”

A questa domanda sarai in grado di dare una risposta soddisfacente solo se ti sei preparato bene, informandoti in maniera approfondita sull’azienda e sul particolare lavoro offerto.

Il tuo interlocutore non dovrebbe mai avere la sensazione che tu ti sia già presentato ad altri colloqui per innumerevoli altre società o che ti preoccupi solo di soldi, di prestigio o di una posizione più alta.

Risposta negativa: “L’annuncio sembrava adatto a me e alle mie competenze”.

Risposte positive: “Perché il mio passato professionale mi ha preparato ad assumere la posizione di X nella vostra azienda” oppure “Ho già raccolto esperienze nel campo di (descrizione delle attività in questione)” oppure, ancora, “Mi piace la filosofia e la maniera in cui si presenta l´azienda. Credo che qui potrei realizzare al meglio le mie capacità”.

Decima domanda: “Andava d’accordo con i suoi ex colleghi e superiori?”

Naturalmente, se sei riuscito ad andare d´accordo con tutti spiegane i motivi in maniera dettagliata. Dichiara con fermezza che lavori volentieri in un team e che sei capace di adattarti alle proposte altrui, alle istruzioni dei superiori, etc.

Non esagerare, tuttavia, con l’autocompiacimento. Spiega che in ogni azienda possono esserci dei disaccordi, ma che questi possono essere superati. Sottolinea che le piccole dissonanze interpersonali vengono sempre risolte rapidamente. La capacità di risolvere problemi viene sempre valutata in maniera positiva.

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About Marco Giannecchini

Marco è nato a Viareggio, in provincia di Lucca e ha studiato Medicina all`Universitá di Pisa. Prima della caduta del muro, nel 1987, ha fatto il primo tirocinio a Berlino e solo un anno dopo, nel 1988, ha deciso di stabilirsi in questa città definitivamente. Marco è anche il fondatore di un blog e di una pagina Facebook dedicati all'espatrio degli Italiani a Berlino.